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lunedì 13 aprile 2009

Il Riesame annulla la perquisizione ed i sequestri del ROS del 13 marzo 2009



Il Tribunale del Riesame di Roma (Presidente Francesco Taurisano – a latere Anna Criscuolo) ha annullato il provvedimento di sequestro nei miei confronti della Procura della Repubblica di Roma, eseguito dal ROS lo scorso 13 marzo 2009. Ho sempre avuto fiducia nella Giustizia e nelle Istituzioni dello Stato. Mi sono difeso nel processo da accuse infamanti, ordite da chi ha cercato e sta cercando in tutti i modi di colpirmi per quello che è stato il mio impegno al servizio della Giustizia, nell’esclusivo interesse di ricerca e di affermazione della Verità.Ringrazio il mio difensore – l’avv. Fabio Repici – per l’eccellente impegno profuso nel difendermi.Ringrazio i tanti amici che mi sono stati vicini da ogni parte d’Italia. Spero solo di trovare il tempo, a questo punto, alle centinaia di migliaia di e-mail e di messaggi su facebook che ho ricevuto in questi giorni.Confermo la mia più assoluta stima ed incondizionata subordinazione al Capo della Polizia, alle Istituzioni dello Stato e ringrazio i tantissimi colleghi della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, del ROS, della DIA e della Guardia di Finanza, con i quali ho avuto l’onore di collaborare in oltre 20 anni della mia attività professionale.Ringrazio ancora i numerosi signori magistrati – requirenti e giudicanti – che hanno avuto fiducia nel mio lavoro e nella mia persona e che questa fiducia mi hanno confermato fino a ieri, con attestazioni di stima e conferimenti di incarichi in delicatissimi procedimenti di mafia e di omicidio, anche pendenti presso la Procura della Repubblica di Roma che mi ha indagato.Un grazie particolare va a mia moglie ed ai miei figli, che mi sono stati vicino ed insieme a me hanno sofferto questo calvario e patito le ingiustizie di una perquisizione domiciliare della mia abitazioni e delle abitazioni di Trabia e di Castelbuono dei miei congiunti, che i giudici del Riesame di Roma hanno dichiarato del tutto illegittime.In ultimo mi sia consentito di ringraziare più di tutti Salvatore Borsellino ed i ragazzi del movimento 19 luglio 1992, che mi hanno dato la forza e la voce per resistere alle ingiustizie che ho subito.




Gioacchino Genchi


Palermo, 10 aprile 2009




Il poliziotto di cui l'Italia ha bisogno


di Marco Salvi
“Condotta lesiva per il prestigio delle Istituzioni” tale da rendere “la sua permanenza in servizio gravemente nociva per l’immagine della Polizia”.Questa è la motivazione con cui Gioacchino Genchi il 20 marzo 2008 è stato sospeso dal servizio presso la Polizia di Stato.
Un dipendente di Berlusconi ha dato del bugiardo a Genchi su Facebook e lui si è difeso. Questo il pretesto con cui Gioacchino Genchi il 20 marzo 2008 è stato sospeso dal servizio presso la Polizia di Stato, a causa delle pressioni “politiche” esercitate sul Capo della Polizia.
La permanenza in servizio dei 4 agenti della alla Questura di Ferrara processati per l’omicidio di Federico Aldrovandi e gli altri 4 agenti prossimi al rinvio a giudizio per favoreggiamento nella stessa vicenda non è gravemente nociva per l’immagine della Polizia?
Dopo i fatti del G8 di Genova, Vincenzo Canterini, condannato a 4 anni in primo grado per le violenze alla Diaz è stato promosso questore e ufficiale di collegamento Interpol a Bucarest;Michelangelo Fournier, 2 anni di carcere in tribunale, è al vertice della Direzione Centrale Antidroga; Alessandro Perugini, celebre per aver preso a calci in faccia un quindicenne, condannato in primo grado a 2 anni e 4 mesi per le sevizie a Bolzaneto e a 2 anni e 3 mesi per arresti illegali, è divenuto capo del personale alla Questura di Genova e poi dirigente in quella di Alessandria. Mantenere questi individui in servizio non è gravemente nocivo per l’immagine della Polizia?
E gli agenti che hanno percosso ed ucciso Giuseppe Turrisi, senzatetto, a Milano o Riccardo Rasman, invalido, a Trieste?
Non commetta altri errori, Dottor Manganelli, ceda alle pressioni della sua coscienza e sospenda dal servizio quelli che veramente sono indegni di indossare una divisa, ma soprattutto riammetta al più presto in servizio Gioacchino Genchi: sono questi i poliziotti di cui ha bisogno l’Italia.





Riesame di riparazione

Il Riesame ha annullato i due decreti di sequestro dei computer di Gioacchino Genchi, l’ex consulente di De Magistris indagato a Roma e perquisito dal Ros per abuso d’ufficio, accesso illegale a sistema informatico, violazione del segreto di Stato e dell’immunità parlamentare. Crolla così miseramente l’iniziativa dei procuratori aggiunti Nello Rossi e Achille Toro, che aveva portato al linciaggio di Genchi (Gasparri ne aveva addirittura chiesto l’arresto). Le motivazioni non sono ancora note. Ma l’avvocato Fabio Repici ha dimostrato che i reati contestati sono puro dadaismo giudiziario. Accesso abusivo all’Agenzia dell’Entrate: non era abusivo perché autorizzato da vari pm. Acquisizione di tabulati «riconducibili a parlamentari» senza il permesso del Parlamento: per sapere che un telefono è riconducibile a Tizio o Caio, bisogna acquisirlo. E ad acquisirlo non è il consulente, ma il pm. E l’autorizzazione delle Camere è richiesta per usare i tabulati nel processo, non nelle indagini. E i tabulati non erano riconducibili a parlamentari: quello di Mastella era intestato alla Camera e al Dap, quello di Minniti a un tizio di Treviso, quello di Pisanu a tale Stefania I., quello di Loiero non era coperto da immunità perché Loiero non era parlamentare. Quanto a quelli dei servizi segreti, non sono coperti da alcun segreto. In ogni caso non si vede che c’entri la Procura di Roma con un signore che vive e opera a Palermo. Si spera che il Riesame chiuda l’ennesima pagina nera della giustizia italiana sul caso Catanzaro. E che qualcuno, magari, torni a occuparsi del caso Catanzaro.



Marco Travaglio


L'Unità, 11 aprile 2009

domenica 15 marzo 2009

Genchi precisa....

Precisazioni di Genchi in merito ll'articolo di Travaglio (http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/?r=85820)

Genchi scrive:

Precisazione all’articolo di Marco Travaglio, che ringrazio (a scanzo di fraintendimenti…) .
A me non risulta, allo stato, alcuna denuncia del Procuratore della Repubblica di Marsala dr. Alberto Di Pisa, che ha pure rilasciato alla stampa una dichiarazione sul punto.Vedremo, quando me ne sarà data la possibilità, come stanno le cose.La Procura di Roma mi ha pure impedito di prendere contezza del rapporto del ROS, che i giornali hanno pubblicato a spezzoni in modo strumentale, ricevendolo sicuramente da pubblici ufficiali e/o magistrati che ne erano in possesso e che erano tenuti a mantenere il segreto.Quel segreto, però, vale solo per me, per impedirmi di difendermi ed espormi al linciaggio morale di interessati detrattori.Sono accusato di condotte inconsistenti, grazie alle quali i magistrati della Procura di Roma - palesemente incompetenti - hanno sequestrato atti riservatissimi di indagini (riguardanti anche magistrati della stessa Procura di Roma), svolte in modo legittimo e sotto il controllo di Pubblici Ministeri e di Giudici, per conto di altre Autorità Giudiziarie dello Stato.Quanto riportato da “il Velino” – portavoce della Procura della Repubblica di Roma - che ha puntualmente anticipato ogni iniziativa giudiziaria contro di me, contro il dr. Luigi de Magistris e contro le indagini di Catanzaro, è del tutto falso.“La procura della Repubblica di Roma precisa: “La perquisizione presso la casa-ufficio a Palermo del vicequestore Gioacchino Genchi, disposta oggi dalla procura di Roma, riguarda esclusivamente l’inchiesta ‘Why not’ e gli accessi indebiti presso l’anagrafe tributaria”. E aggiunge: “Non saranno acquisiti o minimamente toccati dati e informazioni relativi alle consulenze e alle perizie che Genchi ha ottenuto rispettivamente dalle altre procure d’Italia o da altri giudici. Il tutto nel rispetto della segretezza delle indagini preliminari, tanto che agli operanti che hanno effettuato la perquisizione è stato precluso ogni accesso”. “La perquisizione è finalizzata alla verifica circa l’eventuale acquisizione di dati relativi ai tabulati di parlamentari raccolti in violazione della legge Boato” e di “dati su utenze di appartenenti ad esponenti dei servizi di sicurezza in violazione delle procedure previste dalla legge vigente per la formale opposizione del segreto di Stato e per la sua conferma o meno da parte della presidenza del Consiglio”.
Vedremo chi ha scritto sotto dettatura nel tempo i pezzi de “il Velino”, di Jannuzzi e, in particolare,del giornalista Vittor Ugo Mangiavillani, che ha firmato anche l’agenzia delle 19.14 del 13-03-2009. Quando ho dichiarato “hanno buttato la maschera” non mi ero affatto sbagliato e questo lo confermo. Ci sarà un bel da ridere … per non piangere!
Gioacchino Genchi

venerdì 13 marzo 2009

io sto con Gioacchino Genchi! Perquisitemi!


Da poco ho appreso notizia della perquisizione dell’ abitazione e degli uffici di Gioacchino Genchi. Non capisco perché mai questa notizia mi abbia così sconvolto. D’altronde era molto prevedibile che ciò accadesse. Sarà un caso che laperquisizione parte su segnalazione della procura di Marsala, con procuratore Di Pisa? Saranno vere le voci di corridoio che vedono in uno dei membri del Ros un amico di Mario Mori? Coincidenze....ma io non cred alle coincidenze, soprattutto in questi casi. Ormai i potenti hanno davvero paura, credo temano di non riuscire ad occultare in tempo tutto, come da decenni hanno ben fatto. Il “nemico” è ben astuto e la loro paura cresce sempre di più e cercano di agire sempre più in fretta. Ma attenzione la paura è cattiva consigliera.Ormai in questa itaGlietta le parti si sono invertite, i criminali governano ed i giusti vengono perquisiti, attaccati, delegittimati. Cosa ci si può aspettare in fondo da un paese in cui si continua a legittimare un Presidente che è l’anti-giustizia fatta persona? Un Presidente che per la Costituzione non sarebbe potuto essere stato eletto….che controlla l’intera informazione ed è riuscito a crearsi un Governo, e anche Parlamento, ad personam.Un paese in cui 18 condannati siedono al Governo. Un paese in cui si permette di proclamare mangano eroe, si da la medaglia d’oro ad Andreotti e si vuol intitolare una via a Craxi. E devo ammettere che aveva ragione Schifani quando asseriva che Genchi non doveva lavorare per il nostro Stato – Orsù via da che italia e Italia si è mai visto che un onesto cittadino si possa occupare della Res Pubblica! Cosa ne può capire di gestione della res Pubblica qualcuno che mai è stato indagato ma che anzi vorrebbe operare in nome di Giustizia e verità. Bestemmie per la nostra classe dirigente queste parole.Gioacchino disse che i nomi che ricomparivano nell’ inchiesta Why not e di coloro che lo accusavano erano gli stessi di quelli della strage di via d’ Amelio.Oggi Genchi sarebbe l’unico in grado di dimostrare colpevoli e moventi delle stragi del ’92. Se ciò poi si ricollega alla possibilità di una riapertura dei processi su quel maledetto 19 luglio grazie alla collaborazione di Massimo Ciancimino risulta ben evidente l’esigenza di questo criminal Stato di auto tutelarsi e di certo non legittimamente.E’ evidente, e tutti i dormienti itagliani dovrebbero capirlo, che le accuse a Genchi ed il piano di delegittimazione non hanno nulla a che vedere con la preoccupazione dello Stato per la tutela della privacy dei suoi cittadini (ahahahah figuriamoci se si preoccupa di ciò!). Inoltre personalmente non ho mai capito questa paura per le intercettazioni. Un cittadino onesto, che non ha nulla a nascondere non ha nessun problema ad esser intercettato o a subire delle intromissioni nella sua privacy. Al contrario sono certa che tutti gli italiani sarebbe disposti a sacrificare un po’ della loro privacy per aver garantita più Giustizia. Ma così non è per i nostri politici. Che avranno mai qualcosa da nascondere?? Patti, alleanze, traffici poco puliti?? Domanda retorica. Questo dovrebbe far riflettere e meditare la gente!Tengo inoltre a precisare che Genchi non ha mai intercettato nessuno, ma si occupa semplicemente di incrocio di tabulati su mandato della Procura. Tutti i reati che a lui vengono ingiustificatamente attribuiti non sono altro che dei falsi pretesti per fermarlo, per impedirgli di svelare i malaffari di questo criminal stato negli ultimi decenni. Genchi non è che una vittima designata da quei criminali che con mezzi poco puliti e leciti si sono infiltrati nel cuore delle Istituzioni e che oggi si sentono minacciati da questo grande Uomo. Genchi non è altro che un onesto cittadino che ha solo una grande colpa: quella di esercitare con dignità e onesta il proprio lavoro. Ma in questa Itaglia ciò è una gravissima colpa. Ritengo che sia compito di noi tutti cittadini difendere un onesto cittadino come noi che sta subendo attacchi ingiustificati da parte di coloro che questo paese lo hanno ucciso. Occorre che la gente la smetti di infilarsi la testa sotto la sabbia e impari ad alzarla, a difendere il proprio paese da questi abusi e violenze che da anni vengono perpetrati. In nome della Giustizia, Nessuno tocchi Genchi!Salvatore Borsellino non molto tempo fa scriveva:” La morte della Giustizia”, oggi mi domando se può morire qualcosa che mai è esistita. Un paese migliore è possibile, ma a condizione che sia la gente a volerlo. A condizione che questa gente abbia coraggio e sia in grado di lottare per le sue idee e per difendere il proprio paese da questi barbari attacchi."Se un uomo non ha il coraggio di rischiare per le sue idee, o le se idee non valgono nulla, o non vale niente lui"
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